Le geografie dell’acqua

Marea

Immagine 22 di 22

olio su tela 2016 80×90 cm

” Le Geografie dell’acqua” 2006 Galleria Spazio Paraggi, (TV ).

Fondamentale per un artista è il suo “soggetto ideale”, una tendenza di senso verso cui egli consapevolmente si dirige. nella maggior parte delle sue opere, un sottointeso sempre presente che emerge a ondate nel corso del suo percorso artistico.
Nonostante questo, non tutti gli artisti hanno ben chiaro quale sia, interpretando Aristotele, il “primum moven” (motore immobile o primo motore) che sostanzia la propria arte, anzi, in taluni casi non si riesce a riconoscerlo o, addirittura, non lo si possiede neppure.
Il vero artista dunque, oltre a palesare una robusta definizione del proprio concetto di arte, non può non avere un soggetto ideale che stia alla base della propria onestà intellettuale e, soprattutto, della propria creatività.
Secondo quest’ultima affermazione, è tuttavia doveroso sottolineare che il soggetto ideale non è sempre facilmente riconoscibile nelle opere, in quanto spesso si cela dietro l’immagine, e neppure, a volte, titola o determina un singolo lavoro. Ciò infatti accade poiché esso è da intendersi come un’idea evolvente che costella, rispetto agli altri fattori creativi, la biografia dell’artista in modo totalizzante e continuativo.
Partendo dalla definizione del concetto di Arte di Laura Zanettin, da lei intesa come “l’operare, il procedere emotivo di reinterpretazione delle forme della realtà, dell’immaginazione e delle emozioni sensibili, che si propone di comunicare la misteriosa poesia della natura” e riflettendo sulle affermazioni espresse dall’artista in merito al suo primun moven si comprende come esso si focalizzi su un grande desiderio di libertà, da lei intesa come la possibilità di evadere e potersi evolvere.
Sulla scorta di questa necessaria emancipazione, la pittrice, in modo quasi consequenziale, intende l’opera come una concretizzazione visiva, nella quale la forma oggettiva e reale non racconta mai tutto, ma conserva un alone di mistero che le permetta di far emergere nello spettatore un senso di libertà interiore tale da indurlo ad uscire dalla concretezza e protendersi verso un’evasione rinfrancante. Tale arcano nasce dal fatto che l’artista ha inserito nei suoi lavori una narratività in cui le storie esposte sono le proiezioni di immagini mutuate dalla memoria e perciò oramai non più del tutto tangibili perché sfocate nel tempo.
Conseguentemente, avvalendosi della sua capacità creativa e delle sue conoscenze tecniche, ella ha creato una sua personale concezione iconica frutto della fusione equilibrata tra natura ed essere umano. Tale armonia sebbene sia generata da un dialogo tra uomo e paesaggio è però impostata su un rapporto dinamico tra i due elementi in modo da favorire un positivo accrescimento. Ciò spiega perché l’uomo stesso nelle opere della Zanettin è spesso raffigurato mentre cammina, contribuendo anche in tal modo far scorrere il racconto intrinseco e visivo del dipinto, per sollecitare un senso di movimento; oppure quando, colto nell’attimo in cui è sospeso a mezz’aria, dopo essersi lanciato, per tuffarsi o mentre fluttua libero immerso nell’acqua, esprime simbolicamente una sensazione di estrema libertà interiore. Concludendo, credo sia doveroso sottolineare che Laura Zanettin è un’artista profondamente intimista, capace di saper dosare sapientemente biografia con capacità creativa, per creare suggestive opere in grado di stimolare nello spettatore desiderio di cambiamento, evoluzione e…libertà.

Prof. Siro Perin

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